CA' REZZONICO

La nostra bottega più vecchia si trova proprio dietro Ca' Rezzonico, i museo del '700 veneziano, che per noi mascherai è importantissimo: vi sono esposte opere legate intimamente alla maschera. L'interesse generale del museo è enorme e la sua storia è legata a nomi di primissimo piano della politica e dell'arte non solo di Venezia. Iniziò i lavori l'architetto Baldassare Zongliena, che col suo progetto del 1649 fissò i canoni della modernità barocca nell'architettura civile veneziana (è lo stesso della chiesa della Salute e di Ca' Pesaro) Committente era la famiglia Bon, per la quale, come per altre del suo tempo, la costruzione del palazzo di famiglia diventava un'ossessione, una smania di auto promozione e di auto celebrazione,, tanto che si dissanguò nello sforzo. In effetti era un edificio di proporzioni inusitate. Fu comprato dai Rezzonico, una famiglia in piena ascesa politica ed economica, che lo completavano nel 1756. Nel '58 Carlo Rezzonico divenne Papa col nome di Clemente XIII e in quell'occasione il Palazzo fu centro di feste talmente importanti che ne è rimasta memoria anche oggi. I Rezzonico vollero una dimora che celebrasse la loro fortuna e fecero costruire uno scalone degno di un re ed un salone da ballo mai visto per dimensioni e fasto. I soffitti e le pareti furono affrescate dai migliori artisti, fra i quali spicca Gianbattista Tiepolo. Ma la famiglia Rezzonico si estinse nel 1810. Da quel momento il Palazzo fu comprato, venduto ed affittato da uomini illustri e da artisti. All'inizio del '900 era centro di feste in costume e di ricevimenti sontuosi alla luce delle torce. Per tutta la belle époque fu il punto di riferimento più ambito e à la page. Nel '35 fu acquistato dal Comune che ne fece il Museo del '700 veneziano. Vi confluivano opere da molte altre sedi, inseriti nelle varie sale come se vi facessero parte da sempre. Leffetto finale è grandioso e suggestivo e riesce a dare l'idea della ricchezza e della raffinatezza di un palazzo veneziano del '700. Ci sono reperti artistici e d'artigianato da sgranare gli occhi ma, come dicevo, ci sono anche opere d'arte legate al tema del nostro lavoro quotidiano e che anzi collocano la maschera nella giusta luce, sottolineano il suo valore e significato storico e sociale nella Venezia del passato. Bisogna sapere che la maschera in genere, ed in particolare certi modelli come il "volto" con la "Bautta" o la "Moretta", come i personaggi del Carnevale e della Commedia dell'Arte (vedi Arlecchino e Pulcinella), erano parte integrale della cultura veneziana e proprio qui li troviamo rappresentati nel modo e nel contesto più significativo. A Venezia l'uso della maschera era concesso dalla legge per circa metà dell'anno e quindi si viveva letteralmente in maschera, in incognito, ben al di là degli usi carnevaleschi (soprattutto le classi alte). E'' un caso più unico che raro nella storia dell'umanità. Ai viaggiatori stranieri la città, piena di "Bautte" sembrava abitata da fantasmi. Ma guardati i quadri di Pietro Zanghi: guardate quelle donne e quegli uomini indecifrabili e misteriosi, ed immaginatevi di essere voi uno di quei 'fantasmi', liberi di muoversi fra la folla e facendo tutto quello che volete. Quante avventure sarebbero possibili? Oltre a Zanghi, a Ca' Rezzonico, troviamo anche Giandomenico Tiepolo (figlio dell'autore di molti affreschi del palazzo) con le opere provenienti dalla sua villa in terraferma. In questi affreschi, realizzati solo per se stesso, egli si sentì libero di espressione e quindi vanno ben al di là delle consuete allegorie che i vari committenti gli ordinavano. Sono opere d'arte molto profonde che vengono direttamente dall'anima del pittore che, a sua volta, era parte viva e attiva della Venezia del settecento. Una Venezia ormai così lontana da noi. E come si esprimeva? Tramite i pulcinella. Sono personaggi un po' patetici e un po' grotteschi, con quelle maschere col naso aggressivo. Tutto, ogni dettaglio e simbolico e poetico. Questi personaggi sono recuperati dal Tiepolo dal un passato così lontano ma ancora così vivo ai suoi tempi e nel suo cuore!

Per informazioni:
Ca' Rezzonico - museo del '700 veneziano
Dorsoduro 3136 30123 Venezia
Tel +39 041 5204036 +39 041 2410100
Web www.veneziacultura.it

<< Indietro